AH CACCIARI!

Cacciari ha pontificato che chi non si indigna è una mezza m,,,a, domanda lui che si indigna invece è una m…a intera? Così, tanto per sapere

PARLIAMO DEL MOSTRO SANGUISUGA

PARLIAMO DEL MOSTRO SANGUISUGA
Nella metà del 1800 corsa all’oro che non è ancora finita. L’oro che cerchiamo oggi è
il PARCHEGGIO: dannazione degli automobilisti e dannazione per i pedoni. Sappiamo
la tariffa esosa, ma tale è e ci adattiamo. La parte che non accetto che il TOTEM (anche il
nome viene dai pellerossa) sfacciatamente mi dica non do resto. Perché non deve
dare resto, se non da resto aumenti il tempo di permanenza in base alle monete che
l’automobilista inserisce nella gettoniera. Dopo aver girovagato per tutto il quartiere e
finalmente trovato uno “stallo” da infilare la vettura cercando poi di riuscire ad aprire
la portiera, giriamo alla ricerca del TOTEM e non da resto, perché?
Tutti gli automobilisti che lasciano le monete in più subiscono un sopruso o no.
Quale negoziante si permetterebbe di rispondere: soldi contati, non do resto.
E chi accetterebbe una risposta simile.
Perché dobbiamo essere passivi sempre difronte ad una ingiustizia? 10/20 cent., Che
pidocchioso! Certo, 10/20 cent. Moltiplicati per 10.000 soste stando bassi con i numeri,
risultano 1000/2000 € al giorno RUBATI, moltiplichiamoli per i giorni dell’anno e datemi
ancora del pidocchioso.

SOGNANDO IL MARE

MARE
In questi giorni in cui la nebbia nasconde la vista, in cui i monti alle spalle son grevi di neve, in cui il vento sibila e gela tutto ciò che strapazza, penso a te o mare e vorrei parlare un pochino con te. Vorrei star su uno scoglio e veder le tue onde placide o irruente lambire la pietra, esser sulla rena dal biondo colore e notare la tua spuma accarezzare i miei piedi, vorrei camminare dove baci la spiaggia e lasciar le mie orme che tu cancellerai come fosser pensieri molesti.
Tu mare sei custode dei resti gloriosi di intrepide genti che ti hanno sfidato, sei teste di grandi che hanno trovato altre strade per l’uomo legando mondi lontani, sorridendo hai visto teneri amori sulle tue rive che la luna schiariva solo a vedere le labbra e i due cuori e la risacca tenera il tempo batteva. Ecco, mare, non so nuotare ma vorrei tanto seguire la tua liquida strada, provare se il nuoto è come l’abbraccio che gli amanti si danno. Veder l’orizzonte lontano, e abbraccio dopo abbraccio, avvicinarmi dove tu baci il cielo, dove tutto succede: il sole che nasce, il sole che muore, la luna che spunta, ecco: lì vorrei arrivare, e chissà nel percorso non impari a nuotare, mi sorrida un gabbiano, non incontri un amore e in esso magari affogare.

te ne sei andata

Te ne sei andata.
Te ne sei andata nella Notte Santa. Lo stringerti la mano non ha impedito che l’anima salisse a chi ti ha creato. In quell’istante sono svaniti 66 anni passati assieme, mi hai visto crescere, mi hai indirizzato al bello della vita. Questo vuoto immenso che ho nel cuore non posso colmarlo con le parole di consolazione che gli amici e chi mi vuol bene mi rivolgono.
Un pensiero molto dolce mi consola: chiamami a te, ora che sei con l’Altissimo avrai più ascolto: chiamami, ti prego

anche il cuore sogna

Il cuore ha vagato stanotte su luoghi incantati, i prati all’intorno di fiori gremiti, belli. Splendenti colori avevano i fiori. Ne colse alcuni con un po’ di tremore, non voleva sciuparli. Le tante farfalle che leggere volavano seguivano il cuore che i fiori aveva per mano. Una gran margherita accolse fiori e farfalle, non si mossero inebriate dal profumo a dai vivaci colori.
Nel mare il cuore si immerse. Cercò nell’ azzurro cristallo delle placide onde una conchiglia bella. Veramente era bella, e tutto felice ritorna sul prato, la margherita ringrazia, le farfalle seguono il suo nascosto pensiero, con un filo di ragno, si mettono in fila alla conchiglia, a due a due, come pariglia di bianchi destrieri. I fiori d’incanto adornano la bella carrozza
e la margherita gentile arriva correndo e si mette gioiosa da parasole.
Il cuore è felice ma manca ancora qualcosa. Torna sul prato, s’inoltra nel bosco, due usignoli in amore stanno cantando una soave canzone, non ci sono parole, è vero, ma l’animo prende e luccica l’occhio. Gli usignoli senza un cenno si posano sulla spalla: ora tutto è completo e la carrozza trainata da azzurre farfalle va a prendere un cuore che era in attesa. Sapeva che l’avrebbero portato in un cielo stellato mentre l’altro cuore aspettava finché fosse tornato.
P.A.

PERCHE’?

PERCHE’?
Perché
se abbiamo sulle labbra una parola che vogliamo gridare a chi difronte ci sta
(se è sgradevole ci fugge veloce), e se è dolce la lingua trattiene?
Perché
se vogliamo sussurrare: ti voglio bene, dalle labbra esce che tempo farà?
Perché
se vorremmo porger e stringer la mano ci limitiamo a toccare la punta del naso?
Perché
se un abbraccio vorremmo spontaneo ci soccorre: ho il tempo contato?
Perché
tanti altri perché ci impediscono di dimostrare quello che gli occhi e il rossore
del viso (giovani e adulti, nessuno si senta escluso) gridano al mondo?
Perché?
Perché?
Perché?
Pi Ago

LA SOLITUDINE DELLA RICCHEZZA

Ci sono molte notizie tragiche, alcune orripilanti. Ne ho fermata una che non è
tragica, è quasi, o lo è interamente un gossip (pettegolezzo non è politicamente corretto), è morto Adnan Khasoggi. Le cronache lo classificano come l’uomo più ricco del mondo, non posso fare la tara e vi do la notizia come l’ho appresa.
Palazzi lussuosi e grandi come stadi nei posti più riservati e costosi del mondo, vetture in una quantità spropositata delle marche più costose con gli accessori incredibili, flotta aerea solo per lui. Naturalmente il denaro era proporzionato a ciò che è elencato.
Poi c’è l’altra parte: le donne, tante, tantissime, belle e bellissime. Si vocifera che per una notte abbia regalato (pagato!!!) con un diamante favoloso. Non mi fermo a nessun giudizio, né su lui, né su chi si è fatta comprare, non mi interessa. E’ il seguito che mi ha colpito.
La cronaca, almeno quella che mi è capitata sotto gli occhi, informava che è morto solo. Questo è il mio interesse: dov’erano le donne pagate a diamanti? Dov’erano le mogli plurime, le amanti? Dov’erano i tanti beneficiati o comprati per silenzi? Dov’erano tutti quelli che avranno tirato su l’acqua da quel pozzo senza il permesso del proprietario?
Paragono la fine della sua esistenza a quella di una persona comune, con i suoi affetti più cari che gli stanno vicino, che soffrono della sua sofferenza, che pur dovendo sacrificarsi perché possa passare serena i suoi ultimi giorni non riescono a prendere sonno nel timore di perderla.
Quale sarà la ricchezza?
Pi Ago

Ho colto una rosa

Ho colto una rosa
nel giardino dei sogni,
è bella odorosa
di un profumo soave.
L’ho qui nelle mani,
donarla vorrei, non oso.
Nel rosso colore è nascosto
qualcosa che nel viso
appare improvviso
e nasconder non posso.
La splendida rosa,
bella odorosa
di soave profumo
la tengo sul cuore
palpitare lo sente
di un candido amore.
Pi. Ago.

Parliamo di ciò che accade

Le notizie discusse nel momento: morte assistita (omicidio consensuale?), utero in affitto.
Riflessioni: la persona che ha pagato per farsi uccidere, o far sì che possa morire, se invece di andare in Svizzera in un ambiente asettico protetto da tanti fogli di carta firmati e controfirmati, avesse deciso di fare la stessa azione in proprio o avesse avuto “l’assistenza” di un “amico” o di un “pagato”, sempre in Svizzera, la risonanza mediatica quale sarebbe stata? L’amico o il pagato, avrebbero eseguito la stesso deleterio gesto: se la sarebbero cavata giudizialmente? E’ una domanda.
Per avere in affidamento un bimbo, non parliamo per l’adozione, sanno le coppie che desidererebbero poterlo fare, che calvario di pratiche, soggiorni obbligati, requisiti di affidabilità morale, di età ed economica siano necessari e i tempi biblici per arrivare, forse, allo scopo. Diversamente è sufficiente essere omosessuali, possedere un buon gruzzolo, usare una donna come una fattrice e il gioco è fatto. L’unico inconveniente che non sono ancora riusciti a risolvere è quello dei 9 mesi, ma si attrezzeranno, chissà… Tutto questo per la “salute affettiva dei bimbi”. Si sa, ci sono delle persone retrograde che credono ancora che per far nascere un bimbo ci vogliano un uomo e una donna: orrore!
Una parte importante e se vogliamo (io lo voglio, diceva Totò) dobbiamo riservarla alle donne che si prestano a questo commercio, avessi il denaro sarei disposto a pagare che mi confessassero cosa provano al distacco del bimbo, cosa provano nei giorni successivi, cosa proveranno al sapere di avere un figlio che cresce e loro non vedranno mai, che nel caso del bisogno non potranno contare neppure mentalmente su chi hanno dato la vita. Poi qualche alta carica proibisce l’affissione dei manifesti con pubblicità di donne “a vista” perché è un commercio del corpo femminile, procreare un bimbo e venderlo no, vero?
P.A.

blin-blin

Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa, no, no, di aver
un boiler in casa. Lo so, siete tutti ecologisti, boiler: mai visto, cosa è.
Fate come quelli che vendono il gas “i boiler li vedo come il fumo negli occhi”
e invece quelli che vendono la corrente “le calderine appena le nomini
prendo la scossa”. Ma si sa che c’è chi si innamora delle brune, chi delle
bionde e chi dei boiler. Sono belli, bianchi, arredano, e poi con le lucine
rosse fanno tanto presepio! Hanno anche un’altra caratteristica: l’orologio
incorporato. Tornate da teatro, dalla discoteca, da una cena romantica,
da una giornata nera, bene il boiler vi ricorderà che è sabato sera o domenica e che il giorno precedente è scaduta la garanzia e quindi LUI è in diritto di gocciolare e poi subito dopo far fluire e in un attimo allagare la casa.
Provate a protestare: “proprio adesso!”. E beh, è scaduta: ho aspettato 3 anni per fare blin-blin vorrei vedere te al mio posto!
Ah, dimenticavo, sono tutti figli di padre ignoto: l’idraulico non lo trovate nemmeno su “chi l’ha visto”.